Panglo
halo, globe! – Ciao mondo!
Benvenuti a conoscere Panglo!

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Panglo - la lingua ausiliaria veramente globale
Introduzione
Il panglo è una lingua ausiliaria realmente globale. In questo articolo spiegheremo cos'è che rende il panglo una lingua globale ma anche equa, perché è stata creata per essere globale ed equa e come potrebbe aiutare le persone di tutto il mondo a comunicare meglio tra loro.
Principi del panglo
Il panglo è imparziale. Tutti hanno le stesse possibilità di imparare e parlare bene il panglo. Questa lingua dovrebbe funzionare come un grande livellatore — permettere cioè a tutti di comunicare allo stello livello.
Il panglo è globale in modo equo. Prende in prestito parole da tutte le regioni e le culture del mondo. È la lingua mondiale che rappresenta davvero tutto il mondo!
Il panglo è pratico. Riutilizza elementi che sono già internazionali, incluso l'alfabeto latino di base e le parole internazionali che vengono dall'inglese, dal greco, dal latino, dal sanscrito, dal cinese e dall'arabo, tra le altre. In questo modo il panglo può essere usato per una vera comunicazione internazionale già da subito.
Il panglo è semplice. Nella comunicazione internazionale la cosa migliore è usare parole comprensibili, frasi brevi e un linguaggio semplice, perché sono molto più efficaci di parole settoriali, frasi lunghe e linguaggio complesso. E allora, restiamo sul semplice!
Perché il panglo è equamente globale?
Molta gente è abituata a mappe del mondo come quella qui sotto. Si tratta della famosa proiezione di Mercatore. Sfortunatamente, questo tipo di mappa distorce enormemente le dimensioni dei vari stati.

Perché avviene ciò? Il mondo è un globo tridimensionale e rappresentarlo con una mappa bidimensionale e piatta non è semplice. Le proiezioni equivalenti, come la Proiezione equivalente della Terra qui sotto, mostrano le estensioni dei vari paesi in modo più accurato. Confrontate le dimensioni della Groenlandia e dell'Africa in queste due mappe. Nella proiezione di Mercatore la Groenlandia appare più grande, ma la proiezione equivalente della Terra mostra che in realtà l'Africa è 14 volte più grande della Groenlandia.

Questo è il mondo fisico. Noi viviamo anche in un mondo umano, che comprende nazioni divise da frontiere. In una mappa normale dei paesi del mondo, la grandezza delle nazioni è definita dalla loro area geografica.

La mappa qui sotto si basa sulla popolazione dei diversi paesi, non sulla loro area geografica.

Secondo noi una lingua mondiale dovrebbe rappresentare il mondo umano. Ogni parte del mondo e ogni cultura dovrebbero essere trattate equamente e democraticamente. La grammatica dovrebbe essere facile per tutti. Caratteristiche linguistiche areali, come lo Standard Average European, non sono linee guida adatte per una lingua mondiale. La grammatica, invece, dovrebbe essere costruita a partire da elementi che sono universalmente noti e/o considerati universalmente facili.
Le parole appartenenti al panglo vengono principalmente da 21 fonti linguistiche. Sono incluse le sei lingue ufficiali dell'ONU: inglese, francese, spagnolo, russo, arabo e cinese mandarino. È inclusa la lingua del cuore d'Europa: il tedesco. È inclusa la lingua dell'Atlantico Meridionale: il portoghese. Sono incluse le lingue più importanti dell'Estremo Oriente: giapponese, coreano, vietnamita, cantonese e malese. Sono incluse le lingue più influenti del subcontinente indiano: hindi, urdu, bengali e tamil. Sono incluse le lingue native africane più parlate dopo l'arabo: swahili, hausa e Fula. Sono incluse le altre lingue maggiori del Medio Oriente oltre all'arabo: turco e farsi.
Nel complesso rappresentano un buon mix di culture e regioni del mondo.

Solo due lingue hanno più di un miliardo di parlanti ciascuna: il mandarino e l'inglese. Il mandarino è in assoluto la lingua più estesa per numero di parlanti nativi, mentre l'inglese è la lingua con il più grande numero di parlanti di seconda lingua.
Nei capitoli successivi useremo queste due lingue così diverse come termini di paragone quando presenteremo alcune delle caratteristiche principali della lingua panglo. Questo approccio non vuole sminuire l'importanza delle altre lingue, ma sarebbe poco pratico confrontare il panglo a tutte le 21 fonti linguistiche nello stesso tempo in una presentazione breve e non esauriente come questa.
Spelling e pronuncia
L'alfabeto più usato
Al giorno d'oggi esistono molti sistemi di scrittura al mondo, ma solo una parte esigua di essi è di uso internazionale. I sistemi di scrittura più diffusi sono l'alfabeto latino, l'alfabeto cirillico, l'alfabeto arabo e gli ideogrammi cinesi.
Solo l'alfabeto latino, però, è diventato davvero globale. La gran parte delle lingue d'Europa, delle Americhe e dell'Africa sono scritte in alfabeto latino. Anche diverse lingue rilevanti dell'Asia usano questo alfabeto, come il turco, il malese e il vietnamita.
Perciò l'alfabeto latino è la scelta più ovvia per una lingua internazionale.
Solo cinque vocali
Secondo il capitolo 2 dell'Atlante Mondiale delle Strutture Linguistiche, gli inventari vocalici delle lingue del mondo sono così classificati per dimensione:
- piccolo: 2-4 vocali
- medio: 5-6 vocali
- grande: 7-14 vocali
Il panglo ha solo cinque vocali pure: a, e, i, o, u. Il numero è approssimatamente lo stesso della media globale. In questo senso, il panglo è vicino a lingue come lo spagnolo e il giapponese, che hanno entrambi un sistema di cinque vocali.
Esempi di inventari vocalici grandi inclusono l'inglese (12 vocali) e il mandarino (9 vocali).
Consonanti comuni
Secondo il capitolo 1 dell'Atlante Mondiale delle Strutture Linguistiche, gli inventari consonantici delle lingue del mondo sono così classificati per dimensione:
- piccolo: 6-14 consonanti
- moderatamente piccolo: 15-18 consonanti
- medio: 19-25 consonanti
- moderatamente grande: 26-33 consonanti
- grande: 34 o più consonanti
Il panglo ha solo 20 consonanti, dunque ha un inventario consonantico di media grandezza.
L'inglese e il mandarino, per esempio, hanno degli inventari molto più grandi di quello del panglo. La gran parte delle consonanti sono pronunciate nello stesso modo in tutte e tre le lingue. La tabella qui sotto mostra quali suoni consonanti corrispondono tra loro in panglo, inglese e mandarino. I suoni presenti in inglese o mandarino ma non in panundia sono inseriti tra parentesi.
| Panglo | Inglese | Mandarino | |
|---|---|---|---|
| Nasali | m n (ng) | m n (ng) | m n (ng) |
| Occlusive | p b t d k g | p b t d k g | p b t d k g |
| Liquide | l r y v | l r y w | l r y w (yü) |
| Sibilanti | s z sh | s z sh (zh) | s z* x (sh) |
| Fricative | f h | f h (v th th) | f h |
| Affricate | ch j | ch j | ch j (c zh q) |
Struttura sillabica semplice
Una sillaba consiste di un nucleo vocalico ed eventualmente di consonanti. Alcune lingue possiedono delle sillabe più semplici rispetto ad altre. Per esempio in giapponese le sillabe più complesse consistono in una consonante iniziale, una vocale e una consonante nasale finale. Questo è il motivo per cui il giapponese ha un suono leggero e vocalico. In inglese, d'altra parte, è possibile accumulare più consonanti in un'unica sillaba, come in strict parents.
Il panglo si posiziona da qualche parte a metà strada. La maggior parte delle sillabe sono semplici coppie di una consonante e una vocale, ma sono permesse anche sillabe più complesse, specialmente nei termini tecnici internazionalmente noti. Per esempio kristal (cristallo) è una parola complessa secondo gli standard del panglo.
Ci sono due modi per semplificare le parole che sono troppo complesse per la lingua internazionale:
- Scegliere da un'altra lingua una variante più semplice della stessa parola. Per esempio, la parola inglese project termina con due consonanti, ma la stessa parola in portoghese è projeto.
- Rompere i gruppi consonantici aggiungendo vocali. Per esempio, la parola inglese sport è troppo complicata, ma la stessa parola in portoghese è esporte, che spezza i gruppi consonantici difficili all'inizio e alla fine della parola con delle vocali aggiuntive.
Spelling regolare
Lo spelling dell'inglese è notoriamente irregolare. Il pīnyīn è stato creato più di recente, negli anni Cinquanta, ma sfortunatamente anch'esso ha delle irregolarità, semplicemente perché ci sono più suoni nel cinese parlato che lettere nell'alfabeto latino. Eppure, se paragonato all'inglese, il pīnyīn è molto regolare. Per esempio le rime inglesi my, sigh, lie e rye in pīnyīn sarebbero scritte mai, sai, lai, rai. È davvero così semplice!
Il panglo può usare uno spelling regolare, perché ha meno suoni (24)
rispetto alle lettere dell'alfabeto latino di base (26).
L'alfabeto del panglo è:
a b c ch d e f g h i j k l m n o p r s sh t u v x y z
Il panglo presenta una corrispondenza quasi perfetta tra lettera e suono. Con l'eccezione di ch e sh, ogni lettera indica un solo suono e ogni suono è rappresentato da una sola lettera. Considerando, comunque, anche i digrammi ch e sh, ciascuno rappresentante un solo suono, ogni parola si legge esattamente come si scrive.
Accento regolare
Il panglo ha un accento tonico regolare. La sillaba accentata è individuata con due semplici regole. Negli esempi seguenti l'accento primario è indicato con un accento acuto (á) e quello secondario con un accento grave (à) sulla prima vocale di una sillaba accentata.
- Le parole semplici sono accentate sulla sillaba che precede l'ultima consonante della parola.
hálo! mí vól lóga la háu dúnia básha.
(Ciao! Voglio parolare la buona lingua mondiale.) - Le parole composte sono accentate secondo le parole che le formano, così che l'accento primario cade sulla parola principale.
pandúnia e dèmikrátili básha.
(Il panglo è una lingua democratica.)
L'accento regolare è più facile da imparare e più comodo da usare rispetto a un accento irregolare e imprevedibile. L'inglese è un esempio di lingua con accentazione irregolare. In un'espressione scritta come "totally fantastic personnel", niente mostra che ciascuna parola ha l'accento su una sillaba diversa. Se l'accento fosse segnato sulle vocali, si avrebbe qualcosa del genere: "tótally fantástic personnél".
Il panglo non possiede neppure i toni. Il cinese, d'altro canto, è una lingua tonale. Questo spiega perché nelle trascrizioni del cinese con l'alfabeto latino compaiono tanti segni d'accento, come in wǒmen yě huì shuō zhōngguòhuá. Servono a indicare i toni. Nel cinese standard ogni sillaba è pronunciata con uno dei quattro toni o con il tono neutro non marcato.
I toni sono difficili da imparare per le persone che non ci sono abituate. L'accento variabile è difficile da imparare per le persone che sono abituate ad un accento fisso. Né il sistema dei toni né un accento variabile sono necessari nella lingua mondiale.
La struttura più semplice
Le lingue possono essere classificate secondo due parametri:
- Una singola parola è costituita da poche o molte parti?
- Queste parti sono semplici da separare o da comporre tra loro?
Le lingue più diffuse possono essere di quattro tipi secondo questi parametri.
- Lingue analitiche – Le parole sono fatte di poche parti distinte.
- cinese mandarino
- Lingue analitico-flessive – Le parole sono fatte di poche parti fuse tra loro.
- inglese
- Lingue agglutinanti – Le parole sono fatte di molte parti distinte.
- giapponese, malese, tamil, swahili
- Lingue sintetico-flessive – Le parole sono fatte di molte parti fuse tra loro.
- spagnolo, portoghese, francese
- tedesco, russo
- hindi, urdu, bengali, punjabi
- arabo, hausa
Solitamente le lingue si presentano come una miscela delle diverse tipologie. Per esempio in inglese il plurale può essere formato in molti modi diversi. Many a cat è una frase analitica che consta di tre parole distinte. Cats è una parola agglutinante che consta di due parti distinte, cat e -s. Leaves è una parola flessa che consta di due parti, leaf e -s.
Il panglo è una lingua analitica. Le sue parole constano di poche parti chiaramente separabili. Ciò è un bene, perché rende la lingua più facile da apprendere e usare rispetto alle lingue in cui le parole sono più lunghe o flesse e costituite da più parti.
Parti della parola
La parola è formata da una radice e da affissi opzionali, che sono attaccati alla radice. Le lingue a prefissazione posizionano gli affissi davanti alla radice. Le lingue a suffissazione posizionano gli affissi dopo la radice. Ci sono poi lingue che mettono gli affissi in entrambe le posizioni o anche all'interno della radice. Di solito le lingue usano gli affissi in molti modi diversi. Per esempio l'inglese usa sia i prefissi (es. un-kind) sia i suffissi (es. kind-ly).
Le lingue che usano solo suffissi rappresentano il tipo più comune. Le lingue indoeuropee, il telugu, il cinese e il giapponese sono perlopiù lingue a suffissazione.
Il cinese non ha flessione. Le parole sono semplicemente combinate in parole più grandi. Alcune parole hanno un significato speciale quando appaiono come parte di una parola più grande. Questi cosiddetti morfemi legati sono molto simili a dei suffissi.
L'inglese, lo spagnolo, la lingua hindi e l'urdu usano principalmente un sistema di radice e affissi. Il significato varia aggiungendo parti dipendenti prima e dopo la radice. Per esempio "booklets" possiede la radice book e gli affissi -let (che dà il senso di piccolo) e -s (che dà il significato di plurale). La maggior parte degli affissi non può essere indipendente: gli affissi hanno sempre bisogno di essere uniti a una radice.
L'arabo usa i transfissi. La radice consiste (solitamente) in tre consonanti e viene modificata inserendo uno schema vocalico tra di esse. L'arabo ha anche molti prefissi e suffissi per creare parole addizionali.
Il panglo usa il semplice sistema di radice e affissi. Le sue parole possono essere formate da più parti distinte che sono semplici da separare. Tutti possono creare facilmente nuove parole.
Ordine delle parole
Le lingue del mondo usano diversi ordini delle parole. Alcune delle più importanti aree dell'ordine delle parole sono:
- Struttura della frase. L'ordine del soggetto (S), del verbo (V) e dell'oggetto (O) in una frase transitiva. Le strutture più comuni sono soggetto-verbo-oggetto (SVO) e soggetto-oggetto-verbo (SOV).
- L'ordine di numerale e sostantivo. I numeri cardinali possono posizionarsi tanto davanti (NumN) quanto dietro (NNum) al sostantivo.
- L'ordine di aggettivo e sostantivo. Ci sono due ordini possibili
- L'aggettivo davanti al sostantivo (AdjN)
- L'aggettivo dietro al sostantivo (NAdj)
- L'ordine di apposizione e sostantivo.
- Le preposizioni precedono il sostantivo.
- Le posposizioni seguono il sostantivo.
- L'ordine della frase relativa e del sostantivo. La frase relativa può precedere (RelN) o seguire (NRel) il sostantivo.
La tabella qui sotto mostra quali sono i tipici ordini di parola non marcati in alcune importanti lingue mondiali.
| Lingua | Frase | Numerale | Aggettivo | Relativa | Apposizione |
|---|---|---|---|---|---|
| Inglese | SVO | NumN | AdjN | NRel | prep |
| Cinese | SVO | NumN | AdjN | RelN | posp |
| Spagnolo | SVO | NumN | NAdj | NRel | prep |
| Hindi-Urdu | SOV | NumN | AdjN | RelN | posp |
| Arabo | VSO | both | NAdj | NRel | prep |
| Russo | SVO | NumN | AdjN | NRel | prep |
| Francese | SVO | NumN | NAdj | NRel | prep |
| Indonesiano | SVO | NumN | NAdj | NRel | prep |
| Giapponese | SOV | NumN | AdjN | RelN | posp |
| Swahili | SVO | NNum | NAdj | NRel | prep |
Sono possibili anche altri ordini delle parole. Per esempio in inglese, che normalmente usa un ordine SVO nelle frasi affermative, l'oggetto può essere posizionato all'inizio nelle frasi interrogative o relative, come in "What did you say?"
La tabella precedente mostra che le lingue maggiori non concordano nell'ordine delle parole. Il panglo permette diversi ordini delle parole, ma quello predefinito fa uso dei più comuni: soggetto-verbo-oggetto (SVO), numerale davanti al sostantivo, aggettivo davanti al sostantivo, frase relativa dopo il sostantico e preposizioni.
Parole mondiali
La maggior parte delle parole del panglo sono già internazionali – almeno in alcune parti del mondo! I tre principi-chiave per selezionare le parole per il panglo sono:
- Parità : Le parole sono prese in prestito in maniera equa dalle diverse zone del mondo. In pratica ciò significa che il panglo fa uso di parole che vengono dalle lingue di Africa, Asia, Europa e Americhe.
- Prevalenza : Si preferiscono parole ampiamente diffuse. Più persone conoscono la parola, meglio è.
- Semplicità : Si preferiscono parole con una pronuncia più semplice.
Comunque, alle volte è difficile trovare un termine internazionale per tutto. Le parole più frequenti e allo stesso tempo basilari, come io, tu, uno, due, essere e fare, sono tipicamente quelle più antiche nelle diverse lingue e tendono ad essere specifiche di una singola lingua o di un gruppo di lingue strettamente imparentate.
Perciò è quasi impossibile trovare parole internazionali per le idee di base, che siano comuni a lingue non imparentate tra loro in Africa, America, Asia ed Europa. Eppure ci abbiamo provato.
I pronomi personali sono tra le parole che ricorrono più spesso.
Il pronome di prima persona comincia spesso con m- anche in lingue non imparentate, per esempio: inglese me, francese moi, spagnolo me, hindi main, finlandese minä, igbo mụ, kongo mu, swahili mimi e zulu mina. In panglo è mi (io, me).
Il pronome di seconda persona tu viene dalle lingue indoeuropee, includendo il francese tu, lo spagnolo tú, il russo ty e l'hindi tū. In panglo è un pronome neutrale, che può essere usato sia in situazioni informali sia in situazioni formali.
Il pronome di terza persona in panglo è da. Ha la notevole qualità di potersi riferire sia ai maschi che alle femmine, oltre che agli oggetti inanimati. Corrisponde dunque ai pronomi di terza persona inglesi he, she e it, tutti insieme.
| Inglese | Panglo | Cinese |
|---|---|---|
| I | mi | wǒ |
| you | tu | nǐ |
| he/she/it | da | tā |
| we | vi | wǒmen |
| you all | yu | nǐmen |
| they | di | tāmen |
I pronomi possessivi seguono i modelli supersemplici del cinese standard. Si aggiunge se per formare il possessivo:
| Inglese | Panglo | Cinese |
|---|---|---|
| my | mi se | wǒ de |
| your | tu se | nǐ de |
| his/her/its | da se | tā de |
| our | vi se | wǒmen de |
| your | yu se | nǐmen de |
| their | di se | tāmen de |
I pronomi personali in panglo raggiungono tre importanti obiettivi.
- I pronomi di base (mi, tu, da) hanno una scrittura e una pronuncia diversa tra loro.
- I pronomi possessivi sono costruiti in maniera sistematica. Non sono solo un pugno di parole a caso.
- Le parole sono internazionali e provengono da diverse famiglie linguistiche.
Frasi semplici
In questa sezione confronteremo la struttura delle frasi del panglo con quella dell'inglese e del cinese, le due lingue più parlate al mondo.
L'ordine delle parole in una frase normale è soggetto-verbo-oggetto – proprio come in inglese e in cinese.
Inglese: I love you, and you love me.
Panglo: mi love tu, tu love mi.
Cinese: Wǒ ài nǐ, nǐ ài wǒ. (我爱你,你爱我。)
Il verbo ausiliare be è usato quando l'oggetto dell'azione è il primo elemento della frase. (La cosiddetta costruzione passiva.)
Inglese: Apples were eaten.
Panglo: aple be yam.
Cinese: Píngguǒ bèi chī le. (苹果被吃了。)
be è una parola presa in prestito dal cinese standard bèi, ma è anche vicino ad alcuni usi dell'inglese "to be".
Inglese: It cannot be eaten.
Panglo: da no kan be yam.
Cinese: Tā bù néng bèi chī. (它不能被吃。)
Come per il cinese, il panglo non marca i verbi con una parola come "to".
Inglese: I invite him to drink coffee.
Panglo: mi plis da yam kafe.
Cinese: Wǒ qǐng tā hē kāfēi. (我请他喝咖啡。)
In panglo e cinese i sostantivi possono essere singolari o plurali a seconda delle parole intorno. Non c'è una desinenza plurale come -s dell'inglese. Anche i verbi non seguono alcuna coniugazione. In panglo una sola parola, es, è usata per tradurre sono, sei, è, siamo, ero, eravate...
Inglese: It is an apple.
Panglo: da es aple.
Cinese: Tā shì píngguǒ. (他是苹果。)
Inglese: They are apples.
Panglo: di es aple.
Cinese: Tāmen shì píngguǒ. (他们是苹果。)
Le regole basilari del panglo
Queste sono le regole basilari della lingua panglo. Più avanti in questo documento saranno descritte più dettagliatamente.
(1) Parole globali
Il panglo è una lingua globale in modo imparziale. Le parole internazionali che utilizza il panglo sono prese in prestito da tutte le parti del mondo. Queste vengono adattate alla pronuncia e all'ortografia del panglo. Viene riconosciuta una parola di base e da questa si possono costruire parole addizionali come si vedrà alla regola 10.
(2) Spelling e pronuncia
Lo spelling è semplice e regolare. Ogni parola si pronuncia esattamente com'è scritta. Ogni lettera e ogni combinazione di lettere indicano sempre lo stesso suono.
(3) Accento tonico regolare
Le parole di base sono accentate sulla vocale che precede l'ultima consonante della parola, p.es. háu ('buono'), dúnia ('mondo'), báshe ('lingua'), amén ('amen'). L'accentazione delle parole composte si basa invece sull'accento delle diverse parole che le compongono: il componente principale riceve l'accento primario, mentre gli altri possono presentare un accento secondario, p.es. trabáshe ('tradurre'), dúnialìsme ('globalismo'), bàshe skóla ('scuola di lingue'). L'accento primario è qui indicato con un accento acuto (á) e il secondario con un accento grave (à).
(4) Pronomi
I pronomi personali sono:
mi io, tu tu, da egli/ella/esso,
vi noi, yu voi, di essi/esse.
I pronomi possessivi sono:
mi se mio, tu se tuo, da se suo,
vi se nostro, yu se vostro, di se loro.
I pronomi interrogativi sono: vat cosa o chi, vat se di chi.
(5) Sostantivi
I sostantivi possiedono solo una forma, immutabile. La loro forma non è modificata a seconda di numero, genere o caso. Il numero è indicato dai numerali e dalle parole di quantità. La loro funzione è indicata dall'ordine delle parole o da una preposizione.
(6) Numerali
I numeri cardinali sono:
0 siro, 1 un, 2 du, 3 tri, 4 for, 5 faif, 6 sixe,
7 seven, 8 eite, 9 nain, 10 ten.
Dopo il dieci:
11 ten un, 12 ten du, 13 ten tri,
ecc.
Decine:
20 du ten, 30 tri ten, 40 for ten,
ecc.
Centinaia:
100 un hunde, 200 du hunde, 300 tri hunde,
ecc.
Migliaia:
1000 un tauzen, 2000 du tauzen, 3000 tri tauzen,
ecc.
Il modo di costruire i numeri ordinali è posizionare il numero cardinale dopo il sostantivo.
parte un
– parte prima (la prima parte)
parte du
– parte seconda (la seconda parte)
parte tri
– parte terza (la terza parte)
(7) Modificatori
L'aggettivo e l'avverbio hanno la stessa forma. L'aggettivo precede il sostantivo che modifica e l'avverbio precede il verbo che modifica.
un rapid loga
– Una parlata veloce.
tu rapid loga.
– Tu parli velocemente.
(8) Verbi
Il verbo non si coniuga in base a persona, numero o tempo. Il tempo si indica con i verbi ausiliari:
- bi indica un'azione in corso.
- hav indica un'azione completata il cui risultato ha un effetto sulla situazione presente.
- did indica un'azione completata che non ha connessione con la situazione presente.
- vil indica un'azione futura.
(9) Ordine delle parole
L'ordine delle parole è soggetto-verbo-oggetto (SVO). Quest'ordine viene usato sia nelle affermative sia nelle interrogative.
Una frase passiva si costruisce con l'aiuto del verbo ausiliario passivo be. In alternativa è possibile utilizzare la costruzione con il pronome impersonale von.
panglo be loga.
– Il panglo è parlato.
von loga panglo.
– Si parla il panglo.
Nella struttura a incastro, il complemento oggetto del verbo transitivo rappresenta a sua volta il soggetto del verbo seguente.
mi plis tu loga panglo.
– Ti chiedo di parlare il panglo. (lett. 'Chiedo (a te che) tu parli il panglo.')
I pronomi possono essere omessi quando sono ovvi o ridondanti.
mi plis tu loga panglo.
→ plis loga panglo.
– Per favore parla il panglo.
(10) Costruzione delle parole
In panglo le parole cambiano solo quando cambia il loro significato reale. Le parole non cambiano forma, invece, quando possiedono una diversa funzione grammaticale. Le parole composte sono create combinando gli elementi che le formano. La parola principale si trova alla fine.
posta ('posta') + kase ('scatola') = posta kase ('cassetta delle lettere')
2. Ortografia e pronuncia
Il panglo è fonetico in due direzioni:
- Quando leggi una parola, sai sempre come pronunciarla.
- Quando ascolti una parola, sai quasi sempre come scriverla. (I nomi stranieri possono costituire eccezione.)
Una volta imparate le poche regole e il modo in cui sono pronunciate le lettere, puoi leggere il panglo ad alta voce ed essere compreso.
Alfabeto latino di base
Il panglo è scritto con l'alfabeto latino di base - lo stesso usato dall'inglese! Non ha accenti sulle lettere, che differiscono da lingua a lingua. In questo modo può essere digitato, stampato e usato con computer e dispositivi smart in moltissime nazioni senza alcuna difficoltà.
A B Ch D E F G H I J K L M N O P R S Sh T U V X Y Z
Nota sulla trascrizione fonetica
In questa pagina usiamo i simboli dell'Alfabeto Fonetico Internazionale (AFI) per trascrivere la pronuncia. Usiamo le parentesi quadri e gli slash per indicare che stiamo trattando dei suoni e non delle lettere.
I suoni del parlato sono scritti tra parentesi quadre, per esempio [r] e [ɹ] indicano due diversi suoni di r, la vibrante e l'approssimante. Comunque [r] e [ɹ] non sono distinte in panglo, ma sono percepite come un unico suono. Questi suoni mentali o fonemi possono corrispondere a diversi suoni fisici e sono scritti tra slash. Dunque i parlanti del panglo percepiscono mentalmente sempre un solo suono, /r/, indipendentemente da quale suono fisico, [r] o [ɹ], è prodotto in realtà. Si dice che il panglo ha il fonema /r/, che possiede le pronunce fisiche alternative [r] e [ɹ]. Ciò si può indicare così: /r/ = [r] ~ [ɹ].
Suoni
Il panglo possiede il suo proprio sistema fonetico e il suo proprio spelling, che sono molto simili a quelli delle lingue dell'Europa continentale e dell'America Latina.
L'inventario completo dei suoni del parlato del panglo è rappresentato nella tabella qui sotto.
| Labiali | Alveolari | Palatali | Velari | Glottali | |
|---|---|---|---|---|---|
| Occlusive | b p | t d | ch j | k g | |
| Fricative | f | s z | sh | h | |
| Nasali | m | n | ng | ||
| Laterali | l | ||||
| Vibranti | r | ||||
| Semivocaku | v | y | |||
| --------------- | ------- | ------- | ------- | ------- | ------- |
| Vocali chiuse | u | i | |||
| Vocali medie | o | (ə) | e | ||
| Vovali aperte | a | ||||
| Posteriori | Centrali | Anteriori |
Vocali
Il panglo ha quattro suoni vocalici orali. Sono rappresentati con le lettere a, e, i, o e u nel sistema di scrittura.
La lista seguente mostra come si pronuncia ciascuna vocale usando il simbolo dell'Alfabeto Fonetico Internazionale (AFI) e indicazioni di pronuncia in italiano.
- a = [a]
A si pronuncia come in mamma. - e = [e]
E si pronuncia come in tetto. - i = [i]
I si pronuncia come in mille. - o = [o]
O si pronuncia come in monte. - u = [u]
U si pronuncia come in lupo.
Esiste inoltre un suono opzionale che indica una vocale media centrale [ə], che è anche chiamata schwa. Si pronuncia come la a dell'inglese about /əbaut/ o dell'inglese sofa /soufə/. Si tratta del suono vocalico più elementare che si possa emettere senza troppo sforzo. È opzionale perché non è mai scritto e in alcuni casi neanche pronunciato.
Lo scopo dello schwa è rendere più semplice parlare il panglo. Si può inserire dopo consonanti che sono difficili da pronunciare senza vocali. Diverse persone possono inserire lo schwa in posizioni diverse a seconda di ciò che per loro è naturale. (Ci sono lingue native che non permettono gruppi consonantici e consonanti finali.) Il suono dello schwa si può inserire tra consonanti di un gruppo consonantico e dopo consonanti finali. Per esempio la parola skol può essere pronunciata /skol/ o /səkol/ (dove il gruppo consonantico iniziale è separato da uno schwa) o /skolə/ (dove la consonante finale è seguita da uno schwa) o /səkolə/ (dove compaiono contemporaneamente i due schwa di sopra). Tutte queste pronunce hanno quasi lo stesso suono, perché lo schwa è sempre molto breve e atono. Lo schwa non cambia neppure la sillaba accentata della parola! Ognuno è libero di inserire lo schwa o di ometterlo a seconda di ciò che gli è più comodo.
Semivocali
Una semivocale è un suono che è foneticamente simile a una vocale, ma che funziona come una consonante al confine di una sillaba. Il panglo ha due semivocali y e v. Compaiono solo all'inizio di sillaba e sono sempre seguite da una vocale piena.
- v = [w] ~ [ʋ] ~ [v]
V si pronuncia come la u in uomo, ma alcuni parlanti possono pronunciarla più come la v in vetro. - y = [j]
Y si pronuncia come la prima i in ieri.
Ci sono anche diverse sequenze vocaliche comuni – au, eu, ou, ai, ei, oi – che sono pronunciate come vocali consecutive con o senza iato tra loro.
Consonanti
Il panglo ha 19 consonanti. Sono rappresentate nello scritto da 19 lettere latine e dalla loro combinazione. La maggior parte di esse si pronuncia più o meno come in italiano.
Se sono ammesse pronunce alternative, sono unite dalla tilde (~).
- b = [b]
- ch = [tʃ]
Ch si pronuncia come la c in cielo. - d = [d]
- f = [f]
- g = [g]
G è sempre gutturale, come in gatto, mai affricata come in gelo. - h = [h] ~ [x]
H può corrispondere alla h aspirata dell'inglese hotel o alla j dello spagnolo Juan. - j = [dʒ]
J si pronuncia sempre come g in gelo. - k = [kʰ] ~ [k]
K si pronuncia preferibilmente sempre con una piccola aspirazione, come in inglese kin. - l = [l]
- m = [m]
- n = [n] ~ [ŋ]
N si pronuncia con la punta della lingua, tranne nelle combinazioni nk e ng, dov'è velare [ŋ] come in banca e tango. In fine di parola, la g in ng può essere muta. Perciò la parola pang può essere pronunciata [paŋ] o anche [paŋg]. - p = [pʰ] ~ [p]
P si pronuncia con una piccola aspirazione, come in inglese pin. - r = [r] ~ [ɹ]
R si pronuncia preferibilmente vibrata come in italiano. Non è mai muta! - s = [s]
S è sempre sorda come s in sasso. - sh = [ʃ]
Sh si pronuncia come sc in sceriffo. - t = [tʰ] ~ [t]
T si pronuncia con una piccola aspirazione, come in inglese tin. - x = [ks] ~ [s]
X si pronuncia come ks quando è tra due vocali. Per esempio maxim si pronuncia /maksim/. In altre posizioni si può pronunciare come s, per esempio max /mas/, xenon /senon/. - z = [z] ~ [dz] Z si pronuncia come s sonora in rosa o come z in zaino.
Lettere e suoni esterni
Ci sono anche lettere e combinazioni di lettere addizionali, che possono essere usate solo in parole esterne, che non appartengono al vocabolario ordinario del panglo, come nomi di luoghi e di persone. Non sono usate in nessuna parola comune del panglo.
- c = [ts]
Affricata alveolare sorda, come z in marzo. - kh = [x]
Fricativa velare sorda, come j nello spagnolo Juan. - gh = [ɣ]
Fricativa velare sonora, come g nello spagnolo fuego. - ph = [ɸ]
Fricativa bilabiale sorda, come f nel giapponese Fuji. - bh = [β] Fricativa bilabiale sonora, come b nello spagnolo haber.
- q = [q]
Occlusiva uvulare sorda. - qh = [χ] Fricativa uvulare sorda.
- rh = [ʀ] ~ [ʁ]
Vibrante o fricativa uvulare sonora, come rh in rhume nel francese di Parigi. - th = [θ]
Fricativa dentale sorda, come th nell'inglese thing. - dh = [ð]
Fricativa dentale sonora, come d nello spagnolo miedo. - zh = [ʒ]
Fricativa postalveolare sonora, come j nel franceese jour. - w = = [w] ~ [ʋ] ~ [v]
W si pronuncia come v.
Le lettere e i digrammi addizionali sono usati a livello locale. Il loro scopo è aiutare a importare nella lingua internazionale i nomi in lingua locale, così che le persone del posto possano riconoscerli. Va bene se non sai come pronunciare questi suoni. Le lettere c, q e w possono essere pronunciate esattamente come ch, k e v, e tutti i digrammi possono essere pronunciati come se la h non ci fosse. Dunque, per esempio, zh può essere pronunciata semplicemente come z nell'accento internazionale semplificato.
Per esempio, la capitale della Grecia è chiamata "Αθήνα" /aθina/ nella lingua del posto, il greco. La versione panglo di questo nome è "Athina". Può essere pronunciata o /aθina/ (come in greco) o /atina/ (nell'accento internazionale semplificato).
Altri esempi:
Khartum Khartoum (la capitale del Sudan)
Rhone Rhône (un fiume in Francia e Svizzera)
Struttura delle parole
Le parole del panglo hanno una struttura piuttosto semplice.
Le sillabe sono così strutturate: (C)(L)V(S)(N) dove
Cè una consonante.Lè una consonante liquida (l o r).Vè una vocale.Sè una semivocale (i o u),Nè una nasale (m, n o ng), una liquida (l o r), o una fricativa sorda (f, s, sh o h).- I suoni tra parentesi sono opzionali.
Nella seguente tabella ci sono alcune sillabe ordinate dalla più leggera alla più pesante. Ciascuna di loro è anche una parola in panglo.
| Sillaba | (C) | (L) | V | (S) | (N) | Significato |
|---|---|---|---|---|---|---|
| a | a | 'a' | ||||
| ai | a | i | 'amore' | |||
| an | a | n | 'de-', 'a-' | |||
| pa | p | a | 'padre' | |||
| pai | p | a | i | 'torta' | ||
| pan | p | a | n | 'tutto' | ||
| plan | p | l | a | n | 'piano' |
Adattare i prestiti
Come regola generale i prestiti sono adattati al sistema di spelling fonetico del panglo. Questa regola si applica sia ai nomi comuni sia ai nomi propri.
Nomi comuni
Un nome comune si riferisce a una cosa come parte di un gruppo, non come individuale. Per esempio cane è un nome comune, ma Fido non lo è, è un nome proprio.
I nomi comuni, che si usano in modo generale, devono rientrare nella normale struttura della parola e possono includere solo i suoni normali del panglo.
Moltissime parole del panglo sono più semplici strutturalmente delle corrispondenti parole inglesi. I gruppi consonantici complessi vengono evidati in principio, all'interno e in fine di parola, così stadium è estade, act è ate e saint è sante in panglo. Si evitano anche le consonanti occlusive finali, così per esempio soup è supe in panglo.
Nomi propri
I nomi propri e alcuni nomi comuni usati raramente possono essere più complessi delle parole ordinarie. Possono persino includere suoni che non appartengono al normale inventario fonetico del panglo.
Per esempio, il cognome Smith può restare Smith in panglo, sebbene strutturalmente sia più complesso delle parole comuni in panglo e nonostante abbia il suono esterno th. Ad ogni modo le persone straniere pronunceranno questo cognome in modo errato. Perciò è consigliabile adattare al sistema fonetico del panglo anche i nomi propri.
Maiuscole e minuscole
Il panglo ha le proprie regole per l'uso delle masiucole e delle minuscole.
L'unico caso in cui le maiuscole sono assolutamente necessarie è la scrittura di acronimi standard internazionali, perché usare le lettere minuscole potrebbe risultare in un significato errato. Per esempio, 1 mm (un milimitre) significa 'un millesimo di metro' e 1 Mm (un megamitre) significa 'un milione di metri'. Negli altri casi in panglo può essere scritto tutto solo con le minuscole. In particolare la prima lettera delle frasi non è maiuscola!
Ci sono tre ragioni perché le maiuscole e le regole sul loro utilizzo non sono necessarie.
- La scrittura rappresenta il parlato e non ci sono "maiuscole" nel parlato. Eppure comprendere le parole orali è semplice come comprendere le parole scritte nonostante questa "mancanza".
- Gran parte degli alfabeti e dei sistemi di scrittura usati al mondo hanno solo un tipo di lettere, cioè non distinguono tra maiuscole e minuscole.
- Usare solo minuscole è più semplice. Non c'è bisogno di regole speciali per l'uso delle maiuscole.
Nomi propri
I nomi propri possono essere scritti con la maiuscola secondo le preferenze di chi scrive. I cognomi possono essere scritti completamente in maiuscolo. È utile, perché i nomi sono scritti in modo diverso a seconda della lingua e possono includere molti nomi propri e cognomi. Ad ogni modo tutti i nomi possono anche essere scritti completamente in minuscolo.
Esempi di nomi scritti:
(1) ludoviko lazaro zamenhof, edgar de val, mizuta sentaro
(2) Ludoviko Lazaro Zamenhof, Edgar de Val, Mizuta Sentaro
(3) Ludoviko Lazaro ZAMENHOF, Edgar de VAL, MIZUTA Sentaro
Acronimi
Gli acronimi, come ASEAN, EU, NAFTA e UN, sono sempre scritti in maiuscolo. Altri acronimi possono usare un mix di lettere maiuscole e minuscole, come ad esempio GULag, che è l'acronimo delle parole russe "Glavnoye Upravleniye Lagerey".
Le maiuscole sono usate anche in acronimi standard internazionali. Per esempio: 10 Mb (des megabite), 100 GB (sento gigabite), 2 mm (du milimitre), 1 kJ (un kilojul).
Sillabazione
« - » Le parole possono essere divise in sillabe con un trattino. Il trattino si posiziona tra le sillabe pronunciate. Per esempio: bus, ka-fe, hu-mor, pos-ta, hi-drar-gen-te.
Punteggiatura
« . » Tutti i tipi di frase possono terminare con un punto.
« ? » Le domande possono in alternativa terminare con un punto interrogativo.
« ! » Il punto esclamativo indica alto volume o enfasi.
« ... » Tre punti (ellissi) indicano incompletezza o incertezza.
« : » I due punti indicano l'inizio di una spiegazione, di una citazione o di un'elencazione.
« , » La virgola indica una piccola pausa o una separazione tra frasi o elementi elencati.
Consiglio! Poiché la prima parola delle frasi non è scritta con la maiuscola, le frasi possono essere separate con più di uno spazio. Una persona può (1) inserire due spazi dopo il segno di punteggiatura o (2) inserire uno spazio prima e dopo il segno di punteggiatura. Questa abitudine aiuta a separare le frasi con più chiarezza.
(1) sal! tu gud, he? mi van go to kafekan. tu van kom kon mi, he?
(2) sal ! tu gud, he ? mi van go to kafekan . tu van kom kon mi, he ?
In testi informali si possono usare smiley, emoticon ed emoji come se fossero segni di punteggiatura per terminare le frasi, ma in più essi indicano lo stato d'animo del parlante. Per esempio :) indica felicità e :( indica tristezza.
mi visi tu :)
– Io ti vedo.
tu no visi mi :(
– Tu non mi vedi.
3. Classi di parole in panglo
Introduzione
Tutti conoscono almeno due essenziali unità della grammatica: le parole e le frasi. Nei testi scritti le parole sono separate da spazi e le frasi cominciano con la maiuscola e terminano con un punto. Comunque ci sono anche altre unità grammaticali oltre alle parole e alle frasi.
La grammatica include una gerarchia di unità grammaticali, che sono elencate qui di seguito dalla più semplice alla più complessa.
- Il morfema è la più piccola parte della lingua con un significato o una funzione.
- Le parole sono composte da uno o più morfemi.
- I sintagmi sono composti da una o più parole.
- Le frasi sono composte da uno o più sintagmi.
- I periodi sono composti da uno o più frasi.
I morfemi non hanno funzione sintattica in panglo. Il loro lavoro è solo quello di aiutare a costruire il vocabolario del panglo. Perciò l'unità grammaticale più semplice alla quale si possa pensare in panglo è la parola.
Una delle prime caratteristiche del panglo che una persona nota è che le sue parole non cambiano mai. Tantissime parole in panglo hanno solo una forma immutabile, che non cambia per categorie come numero, caso, genere, tempo, aspetto o qualsiasi altra categoria flessiva conosciuta nelle altre lingue. Si confronti, per esempio, quello che succede alle parole nelle seguenti due frasi in panundia e in italiano.
- mi love da. – Io amo lui.
- da love mi. – Egli ama me.
In panglo il soggetto e il complemento oggetto cambiano semplicemente di posto e non c'è altro. Tutte le parole restano uguali, è solo il loro ordine a cambiare. In italiano, invece, il soggetto io diventa me quando assume funzione di complemento oggetto, il complemento oggetto lui diventa egli quando assume funzione di soggetto, e anche il verbo amo diventa ama per concordare con il nuovo soggetto. Cambiamenti come questi sono chiamati flessione grammaticale, e le lingue che le usano sono chiamate lingue flessive.
Lingue che presentano pochissime flessioni grammaticali sono conosciute come lingue isolanti. Il panglo è una di quelle lingue che sono libere da tutte le flessioni grammaticali, ma va anche oltre. Le parole del panglo sono parole multiuso che possono essere usate come sostantivi, verbi o aggettivi senza alcun cambiamento nella forma. Perciò non bisognerà preoccuparsi di usare una forma errata. Questa è una delle ragioni per cui il panglo è più semplice da imparare e più comodo da usare rispetto alle altre lingue.
Ciò che conta è l'ordine delle parole, perché le relazioni grammaticali sono codificate nell'ordine delle parole, non nelle parole. Ad ogni modo l'ordine delle parole in panglo è molto naturale e perciò facile da apprendere.
Il panglo è così semplice che non c'è bisogno di parole settoriali o complicate per descriverne il funzionamento. Per questo motivo tutto in questa grammatica è esposto con parole semplici e termini elementari che avrai probabilmente già imparato a scuola. E non preoccuparti se non ne ricordi qualuno, tutti i termini sono spiegati quando vengono introdotti per la prima volta.
Analitico e isolante
Il panglo è una lingua analitica. Significa che le diverse parti di una frase (come il soggetto, il verbo e il complemento oggetto) sono indipendenti, non sono fuse insieme in una singola parola come nelle lingue sintetiche, e le loro relazioni sono codificate nell'ordine delle parole, non nelle parole. Perciò l'ordine delle parole è molto importante in panglo.
Il panglo è anche una lingua isolante. L'informazione grammaticale, come il caso, il genere, il numero e il tempo, non è codificata nelle parole attraverso l'affissazione, la flessione o altri mezzi. Anzi, le parole non cambiano neppure in panglo. Dunque quando si vuole esprimere un nuovo significato o una nuova sfumatura, non lo si può fare modificando le parole. Si possono esprimere più cose solo usando più parole o parole diverse. Per esempio il verbo lai ('venire') si coniuga al passato aggiungendo una parola che indica il passato: pas lai ('venne' o 'venire nel passato').
Parole lessicali e parole grammaticali
Una classe di parole è un gruppo di parole che hanno forme simili e un uso simile nelle frasi. In panglo le classi di parole appartengono a due superclassi: le parole lessicali e le parole grammaticali. Le parole lessicali sono le parole che indicano le cose nel mondo reale. Il compito delle parole grammaticali è legare le parole lessicali tra loro per creare sintagmi che abbiano un significato. Le parole grammaticali solo occasionalmente hanno un significato nel mondo reale al di fuori della lingua.
Le parole lessicali trasmettono la maggior parte dell'informazione e del significato. Non si può esprimere nulla di sensato senza di loro, ma non hanno senso senza le parole grammaticali, che sono parole necessarie per la grammatica. Le parole grammaticali servono a mettere insieme le parole lessicali in frasi più o meno complesse. Le parole lessicali sono come mattoni di informazione e le parole grammaticali sono come la malta che li tiene insieme.
In panglo è semplice identificare le parole grammaticali, perché sono formate sempre da una sola sillaba. Le parole lessicali, d'altra parte, sono tipicamente più lunghe. Le parole grammaticali sono spiegate meglio nella grammatica, mentre le parole lessicali sono tradotte nel dizionario.
In panglo le frasi sono tenute insieme da un gruppo fisso di parole grammaticali. Queste includono i pronomi (come mi 'io' e tu 'tu'), i determinanti (come un 'un, una' e la 'il, la, lo, i, le, gli') e varie particelle grammaticali (come le particelle affermative e negative ya e no). Le parole grammaticali rendono semplice individuare la struttura sintattica, perché segnano i confini tra gli elementi della frase.
Per questo si può riconoscere la struttura grammaticale di una frase anche solo conoscendo le parole grammaticali. Non importa se si conoscono o meno le parole lessicali. Questo perché le parole grammaticali definiscono la struttura e le parole lessicali definiscono il significato. Per esempio considera la seguente frase dove sono visibili solo le parole grammaticali, mentre le parole lessicali sono nascoste.
░░░░ ░░░░ ya ░░░░ ░░░░ un ░░░░ ░░░░.
Qui le parole grammaticali ya e un formano una certa costruzione o pattern nel quale vengono inserite le parole lessicali. Il tipo e il posizionamento delle parole grammaticali rivela la struttura del pattern, ovvero che si tratta di una frase transitiva. È identificabile grazie alla sua struttura tripartita. Prima c'è il soggetto (un sintagma nominale). Poi segue il predicato (un sintagma verbale), il cui principio è segnalato qui dalla particella affermativa ya. Infine c'è il complemento oggetto (un altro sintagma nominale), il cui principio è segnalato dal determinante un.
Figura. La costruzione transitiva su tre livelli.
┌─────────┐ ┌───────────┐┌────────────┐
│ ░░░ ░░░ │ │ya ░░░ ░░░ ││ un ░░░ ░░░.│ LIVELLO DELLE PAROLE
└────┬────┘ └─────┬─────┘└─────┬──────┘
------│------------│------------│----------------------------
┌─────┴─────┐┌─────┴─────┐┌─────┴─────┐
│ SN ││ SV ││ SN │ LIVELLO DEI SINTAGMI
└─────┬─────┘└─────┬─────┘└─────┬─────┘
------│------------│------------│----------------------------
┌────┴────┐ ┌─────┴────┐ ┌────┴────┐
│SOGGETTO │ │PREDICATO │ │ OGGETTO │ LIVELLO DEI COSTITUENTI
└─────────┘ └──────────┘ └─────────┘
La costruzione transitiva è una delle strutture più comuni in panglo.
Essenzialmente consiste delle seguenti parti:
(det.) + SN + TAM + SV + det. + SN
dove det. = determinante, TAM = particella di tempo, aspetto o modo, SN = sintagma nominale e SV = sintagma verbale.
Può essere riempita con diverse parole lessicali per dare alla frase diversi specifici significati,
come nella tabella che segue.
| Soggetto | TAM | Predicato | Det. | Oggetto |
|---|---|---|---|---|
| suka bacha | ya | kitab | un | long letre. |
| Il bimbo felice | scrive | una lunga lettera. | ||
| yun man | ya | vize | un | mei parke. |
| Il giovane uomo | vede | un bel parco. | ||
| meni jen | ya | van shope | un | nove haus.* |
| Molte persone | vogliono comprare | una nuova casa. |
La chiave per decodificare il panglo è conoscere le parole grammaticali e la costruzione della frase. Entrambe hanno un numero ridotto: circa 40 parole grammaticali e meno di 10 costruzioni della frase. Queste formano i pattern nei quali possono essere inserite un'infinità di parole lessicali per esprimere ciò che pensiamo.
Classi di parole
Le parole grammaticali possono essere suddivise in classi di parole come segue:
- Pronomi : parole che rimandano a persone e a cose.
- Preposizioni : parole che relazionano cose e azioni in diverse situazioni
- Congiunzioni : parole che uniscono sintagmi e frasi
- Particelle : parole che indicano relazioni di tipo temporale, modale e strutturale.
Le parole lessicali possono essere suddivise nelle seguenti classi di parole:
- Sostantivi : parole che indicano cose, idee, luoghi e persone.
- Aggettivi : parole che indicano le qualità dei sostantivi, come buono, cattivo e grande.
- Avverbi : parole che descrivono il grado di una qualità, come meno, di più e molto.
- Numerali : parole che indicano numeri e quantità.
- Verbi : parole per azioni e avvenimenti, come mangiare e guardare.
Comunque raramente la classe di una parola lessicale è permanente. Una parola come love ('amore') può funzionare come verbo, nome o aggettivo a seconda della sua posizione nella frase.
mi love tu.
– Io ti amo. (verbo)
tu fikre mi se love.
– Tu pensi al mio *amore. (sostantivo)
mi kitab un love letre.
– Io scrivo una lettera d'amore. (aggettivo)
5. Sostantivi
Un'unica forma
Un sostantivo è una parola che si riferisce a un oggetto concreto o astratto, come persona, albero, casa, vita e velocità. Come tutte le parole in panglo, i sostantivi non cambiano mai forma. Si usa sempre la stessa forma, non importa se la cosa alla quale ci si riferisce sia singolare o plurale, determinata o indeterminata, soggetto o complemento oggetto ecc. Perciò la stessa forma di una parola in panglo può corrispondere a più forme diverse in italiano.
haus – una casa, delle case, la casa o le case meza – un tavolo, dei tavoli, il tavolo o i tavoli kursi – una sedia, delle sedie, la sedia o le sedie sui – dell'acqua, l'acqua
Il numero e la determinatezza sono spesso dedotti perché le parole sono già state citate prima nella conversazione o perché appartengono alle conoscenze condivise. Per esempio la parola sol si riferisce normalmente a il sole e lun si riferisce a la luna, poiché sono gli unici sole e luna che abbiamo.
Indicare il numero
I sostantivi in panglo hanno una sola forma per il singolare (quando si indica quantità uno) e per il plurale (quando si indica una quantità maggiore di uno). Perciò tutti i sostantivi del panglo assomigliano alle parole italiane caffè, città e brindisi, che hanno una sola forma nonostante possano riferirsi ad uno o più elementi.
In panglo il numero viene indicato solo se rilevante e quando costituisce una nuova informazione. Lo si fa inserendo semplicemente un numero o un quantificatore davanti al sostantivo.
meme
– (una o più) pecore
un meme
– una pecora
du meme
– due pecore
tri meme
– tre pecore
meni meme
– tante pecore
kursi
– una sedia o delle sedie
un kursi
– una sedia
du kursi
– due sedie
tri kursi
– tre sedie
meni kursi
– molte sedie
È possibile specificare la pluralità anche attraverso reduplicazione, ripetendo il sostantivo due volte.
haus haus
– case e case, diverse case
buk buk
– libri e libri, diversi libri
I quantificatori non si usano con la reduplicazione. Perciò un sintagma come meni buk buk è ridondante.
Nomi propri
I nomi propri sono sostantivi che indicano persone, luoghi e altri elementi individuali e specifici.
I nomi di persona possono essere segnalati con l'onorifico universale si. Usarlo indica rispetto e cortesia. In panglo si usa davanti al nome di qualcuno.
Si può usare in situazioni formali e informali e per tutte le fasce d'età, per tutti i gruppi sociali e per tutti i generi. La traduzione più vicina in italiano è sig. o sig.ra.
Ci sono diversi usi per i titoli onorifici nelle diverse culture. In alcune culture non è gentile utilizzare il nome di qualcuno senza un titolo onorifico. Perciò è consigliabile usare sempre si quando si incontrano persone di culture diverse dalla nostra.
Un onorifico può essere usato con un nome proprio, un cognome o entrambi.
si Bili King
– Sig. Billy King
si Bili
– Sig. Billy
si King
– Sig. King
7. Modificatori
Un modificatore è una parola che aggiunge una particolare qualità o descrizione, come buono, cattivo, grande e veloce, a un'altra parola. In panglo esiste solo una classe di modificatori. La stessa parola può modificare sostantivi e verbi, laddove in italiano solo gli aggettivi possono modificare i sostantivi e solo gli avverbi possono modificare i verbi. Per esempio la parola mei ('bello' o 'in modo bello') modifica un sostantivo nella frase A e un verbo nella frase B.
A. da es mei kitab.
– Quella è una bella scrittura.
B. tu mei li kitab.
– Tu scrivi in modo bello.
Modificare i sostantivi
In panglo gli "aggettivi" sono modificatori posizionati davanti al sostantivo che qualificano.
un nove karo
– una nuova macchina
un rapid karo
– una macchina veloce
meni dai meza
– molti tavoli grandi
meni gau meza
– molti tavoli alti
un gud jen
– una buona persona
Lo stesso sostantivo può essere modificato da due o più modificatori.
un let nove karo – una macchina piccola e nuova
Modificare i verbi
Il modificatore che modifica un verbo si posiziona immediatamente davanti al verbo.
tu rapid loga.
– Tu parli velocemente.
di jen gud kitab.
– Loro scrivono bene.
È d'uso comune inserire la particella li tra il modificatore e il verbo. Ciò rende più chiara la struttura del sintagma verbale.
tu mei li kitab.
– Tu scrivi in modo bello.
di rapid li marche.
– Loro camminano velocemente.
Modificare altri modificatori
La particella li si usa anche quando un modificatore ne modifica un altro.
un dai li gud buk
– un libro molto buono
bala li lovente jen
– molte persone fortemente affettuose
Parole in gradazione
Le parole in gradazione ci dicono dell'intensità di qualcosa.
muche
– molto
bas
– abbastanza, sufficientemente
mor
– più
les
– meno
Le parole in gradazione si posizionano davanti alla parola che modificano.
un dai man
– un uomo grande
un muche dai man
– un uomo molto grande
un bas dai man
– un uomo abbastanza grande
Una parola in gradazione assieme a un modificatore forma un avverbio composto che può modificare un verbo o una frase. L'avverbio composto si posiziona immediatamente prima del verbo che modifica.
vere muche
– moltissimo
mi vere muche van loga.
– Io voglio davvero tanto parlare.
mi van vere muche loga.
– Io voglio parlare moltissimo.
Si può anche posizionare l'avverbio composto alla fine della frase, in questo caso modifica l'intera frase. Il significato è lo stesso di quello ottenuto quando l'avverbio composto modifica il verbo principale.
mi van loga vere muche.
– Voglio parlare moltissimo.
sual tu sona bas gud?
– Hai dormito abbastanza bene?
Adverbi di paragone
Gli aggettivi possono essere comparati con gli avverbi di paragone.
mor
(più) indica il comparativo di maggioranza
mor... dan hol
(il più) indica il superlativo al massimo grado
les
(meno) indica il comparativo di minoranza
les... dan hol
(il meno) indica il superlativo al minimo grado
sim
(come o quanto) indica il comparativo di uguaglianza
La particella dan connette gli avverbi di paragone all'oggetto del paragone.
aple es mor gud dan aranja.
= Le mele sono migliori delle arance.
aranja es les gud dan aple.
= Le arance sono meno buone delle mele.
tu loga sim gud dan mi.
= Parli tanto bene quanto me.
6. Numerali
Numeri cardinali
| Unità | 10 e oltre | 20 e oltre | 30 e oltre |
|---|---|---|---|
| 0 zero | 10 (un) ten | 20 du ten | 30 tri ten |
| 1 un | 11 ten un | 21 du ten un | 31 tri ten un |
| 2 du | 12 ten du | 22 du ten du | 32 tri ten du |
| 3 tri | 13 ten tri | 23 du ten tri | 33 tri ten tri |
| 4 for | 14 ten for | 24 du ten for | 34 tri ten for |
| 5 faif | 15 ten faif | 25 du ten faif | 35 tri ten faif |
| 6 sixe | 16 ten sixe | 26 du ten sixe | 36 tri ten sixe |
| 7 seven | 17 ten seven | 27 du ten seven | 37 tri ten seven |
| 8 eite | 18 ten eite | 28 du ten eite | 38 tri ten eite |
| 9 nain | 19 ten nain | 29 du ten nain | 39 tri ten nain |
| Unità | Decine | Centinaia | Migliaia |
|---|---|---|---|
| 1 un | 10 (un) ten | 100 un hunde | 1000 un tauzen |
| 2 du | 20 du ten | 200 du hunde | 2000 du tauzen |
| 3 tri | 30 tri ten | 300 tri hunde | 3000 tri tauzen |
| 4 for | 40 for ten | 400 for hunde | 4000 for tauzen |
| 5 faif | 50 faif ten | 500 faif hunde | 5000 faif tauzen |
| 6 sixe | 60 sixe ten | 600 sixe hunde | 6000 sixe tauzen |
| 7 seven | 70 seven ten | 700 seven hunde | 7000 seven tauzen |
| 8 eite | 80 eite ten | 800 eite hunde | 8000 eite tauzen |
| 9 nain | 90 nain ten | 900 nain hunde | 9000 nain tauzen |
Numeri più grandi seguono la stessa logica.
10.000 = un ten tauzen
100.000 = un hunde tauzen
1.000.000 = un milion
10.000.000 = un ten milion
100.000.000 = un hunde milion
1.000.000.000 = un tauzen milion
I numerali più grandi di cento sono presi dal Sistema internazionale di unità di misura (SI). Sono usati nella terminologia scientifica di tutto il mondo.
| Prefisso | Simbolo | Base 10 | Decimale |
|---|---|---|---|
| deka | da | 10¹ | 10 |
| heto | h | 10² | 100 |
| kilo | k | 10³ | 1.000 |
| mega | M | 10⁶ | 1.000.000 |
| giga | G | 10⁹ | 1.000.000.000 |
| tera | T | 10¹² | 1.000.000.000.000 |
| peta | P | 10¹⁵ | 1.000.000.000.000.000 |
| exa | E | 10¹⁸ | 1.000.000.000.000.000.000 |
| zeta | Z | 10²¹ | 1.000.000.000.000.000.000.000 |
| yota | Y | 10²⁴ | 1.000.000.000.000.000.000.000.000 |
Numeri cardinali davanti al sostantivo
La quantità può essere espressa con i numerali e con altri quantificatori. Questi vanno posizionati davanti alla parola o al sintagma che quantificano.
un sing
– una stella
du sing
– due stelle
tri sing
– tre stelle
kam sing
– poche stelle
meni sing
– molte stelle
un dai kursi
– una grande sedia
du dai kursi
– due grandi sedie
tri gud kursi
– tre buone sedie
Numeri ordinali
Il modo di costruire i numeri ordinali è posizionare il numero cardinale dopo il sostantivo.
parte un
– parte prima (la prima parte)
parte du
– parte seconda (la seconda parte)
parte tri
– parte terza (la terza parte)
Classificatori di misura
Il classificatore di misura è una parola che compare tra un numerale e un sostantivo. Indica come l'entità indicata dal sostantivo viene misurata, contenuta o impacchettata. I classificatori di misura sono una classe di parole aperta, che include, tra gli altri, litre 'litro', metre 'metro', botle 'bottiglia', kupa 'tazza', pake 'pacco', pote 'vaso', saku 'borsa, sacco', tin 'lattina' tong 'botte, barile'.
du litre jus
– due litri di succo
tri metre kable
– tre metri di cavo
un kupa kafe
– una tazza di caffè
du botle vin
– due bottiglie di vino
tri sake patato
– tre sacchi di patate
for tin limon jus
– quattro lattine di limonata
Frazioni
Le frazioni sono formate con l'aiuto della parola parte 'parte'.
Le frazioni possono essere interpretate in due modi. Anzitutto la parola fen può essere interpretata come un classificatore di misura. Quindi, per esempio, du parte tri è interpretato come 'due parti di tre (parti)'. Oppure l'ultimo numerale può essere compreso come un numero ordinale che modifica parte. Dunque, per esempio, du parte tri è interpretato come 'due terzi'. Entrambe le interpretazioni portano allo stesso risultato, cioè che du parte tri sta per '2/3' in simboli matematici.
un parte du
– un mezzo (½)
un parte for
– un quarto (¼)
tri parte for
– tre quarti (¾)
un parte hunde
– un centesimo, uno percento (1%)
un parte tauzen
– un millesimo, uno per mille (1‰)
Le frazioni sono connesse alla parte nominale attraverso of ('di').
un parte du of haur
– un mezzo (di una) ora
faif ten parte hunde of jen
– il cinquanta percento delle persone
du parte tri of keke
– due terzi di una torta
Inoltre si segnala una struttura più lunga per costruire le frazioni. La struttura è X of Y parte ('X di Y parti').
un of du parte
– una di due parti, un mezzo (½)
un of for parte
– una di quattro parti, un quarto (¼)
tri of for parte
– tre di quattro parti, tre quarti (¾)
un of hunde parte
– una di cento parti, un centesimo (1%)
un of tauzen parte
– una di mille parti, un millesimo (1‰)
Data e ora
Giorni della settimana
I giorni della settimana hanno il nome dei corpi celesti come nel sistema storico internazionale e includono la parola dei ('giorno, 24 ore').
- lunadei – lunedì
- marisdei – martedì
- merkurdei – mercoledì
- mushindei – giovedì
- zukradei – venerdì
- shanidei – sabato
- soldei – domenica
Mesi
I nomi dei mesi si formano partendo dal numero del mese preceduto dalla parola mes ('mese').
- mes un – gennaio
- mes du – febbraio
- mes tri – marzo
- mes for – aprile
- mes faif – maggio
- mes sixe – giugno
- mes seven – luglio
- mes eite – agosto
- mes nain – settembre
- mes ten – ottobre
- mes ten un – novembre
- mes ten du – dicembre
Formato data
I formati data usano il numero ordinale dopo il sostantivo. Il giorno, il mese e l'anno vanno ordinati dal periodo di tempo più lungo al più breve, cioè per primo il giorno e per ultimo l'anno o viceversa, per primo l'anno e per ultimo il giorno. Il mese è sempre al centro.
nen 2022 mes 9 dei 17 ~ dei 17 mes 9 nen 2002
Ci sono anche due formati brevi senza l'anno.
mes 9 dei 17 ~ dei 17 mes 9
Dire l'ora
L'ora si può esprimere con la parola haur ('ora'). Lo standard è l'orologio di 24 ore.
haur ten du
– le dodici
haur ten du e tri ten
– le dodici e trenta, le dodici e mezzo
haur du ten
– le venti, le otto della sera
haur du ten e ten faif
– le venti e quindici, le otto e un quarto della sera
4. Pronomi
I pronomi possono sostituire sostantivi e sintagmi nominali.
Pronomi personali
I pronomi personali si riferiscono alle persone. Sono usati come sostituti di un nome di persona.
| Singolare | Plurale |
|---|---|
| mi | vi |
| io | noi |
| tu | yu |
| tu | voi |
| da | di |
| egli o ella | essi o esse |
Tutti i pronomi possono essere usati per tutti i generi. In panglo i pronomi personali non specificano se la persona della quale si parla sia una donna o un uomo. Per esempio alla terza persona una sola parola – da – si riferisce a donne, uomini e a persone di altri generi. Si tratta di un pronome personale neutrale, che rappresenta chiunque nello stesso modo.
Ci sono tre pronomi plurali di prima persona. yumi è il noi inclusivo che include l'ascoltatore: 'tu, io e altre persone'. dimi è il noi esclusivo che esclude l'ascoltatore: 'io e altre persone'. Infine, vi è il noi neutrale, che può essere tanto inclusivo quanto esclusivo. È inoltre il pronome di prima persona plurale più comune, laddove gli altri due sono usati solo occasionalmente.
I pronomi possessivi sono formati dal pronome personale e dalla particella possessiva se.
| Singolare | Plurale |
|---|---|
| mi se | vi se |
| mio | nostro |
| tu se | yu se |
| tuo | vostro |
| da se | di se |
| suo | loro |
Pronome riflessivo
Il pronome riflessivo si usa quando il complemento oggetto di una frase coincide con il soggetto.
sef – stesso, medesimo
Nota! Il pronome riflessivo è unico per tutte le persone, sef
mi vize sef.
– Io mi vedo.
da vize sef.
– Lei si vede. / Lui si vede.
vi vize sef.
– Noi ci vediamo (vediamo noi stessi).
L'espressione unotre si usa come pronome reciproco.
unotre – l'un l'altro
mi e tu vize unotre.
– Io e tu ci vediamo (reciprocamente).
vi vize unotre.
– Noi ci vediamo (l'un l'altro).
Pronomi dimostrativi
I pronomi dimostrativi si usano con i sostantivi per specificarli. I pronomi dimostrativi in panglo sono:
da
– quello (conosciuto sia dal parlante sia dall'ascoltatore)
da hir
– questo (vicino al parlante)
da der
– quello (lontano dal parlante)
Il dimostrativo prossimale da hir indica cose che sono vicine a chi parla. Il dimostrativo distale da der indica cose che sono lontane da chi parla.
tu van da der buk, he?
– Vuoi quel libro?
no, mi van da hir buk, no da der.
– No, voglio questo libro, non quello.
I dimostrativi possono fungere da soggetto e complemento oggetto proprio come i sostantivi.
da hir es gud.
– Questo è buono.
da der es bad.
– Quello è cattivo.
tu van da hir, he?
– Vuoi questo?
no, mi van da der.
– No, voglio quello.
Quando il verbo è una parola lessicale, c'è bisogno di una particella modale, come ya o no, tra il soggetto e il verbo.
mi vize du jen.
– Vedo due persone.
da hir ya gani e da der no gani.
– Questi canta e quegli non canta.
I pronomi prossimale e distale di base sono usati per introdurre un nuovo oggetto. Il dimostrativo di argomento la, invece, non specifica una distanza fisica, ma è usato quando il parlante ha già menzionato l'oggetto o la persona in questione e questo/a è nota a chi ascolta o è l'argomento del discorso.
da hir es mau. da van yam da der mushu. – Questo è un gatto. Vuole mangiare quel topo.
mi have un mau e un vaf. da vaf es dai. da bi yam muche yam. – Ho un gatto e un cane. Il cane è grande. Mangia molto cibo.
Uso astratto
I pronomi dimostrativi possono essere usati anche internamente al discorso. In questo caso si riferiscono a entità astratte del discorso, non a oggetti concreti. da si riferisce a cose dette in precedenza, da hir si riferisce a cose che si dicono in quel momento e da der si riferisce a cose che si stanno per dire.
da hir jumla es korte. – Questa frase è breve.
Nell'esempio precedente, da hir jumla (questa frase) si riferisce alla frase che si sta pronunciando.
mi seme da der: mi love tu.
– Io intendo questo: ti amo. OPPURE io intendo che ti amo.
mi love tu. mi seme da.
– Ti amo. Questo è ciò che intendo.
Nell'esempio sopra il pronome da der si riferisce al contenuto della frase seguente e da si riferisce al contenuto della frase precedente.
Pronomi interrogativi
ke è il pronome interrogativo generico. Funziona come gli italiani chi e che cosa.
vat
– cosa?
hu
– chi?
Anche gli aggettivi vengono trasformati in domanda con hau.
hau nove?
– Quanto nuovo?
hau koste?
– Quanto costoso?
hau muche?
– Quanti?
hau kam?
– Quanto poco?
hau dai?
– Quanto grande?
hau let?
– Quanto piccolo?
tu have hau dai mau? – Hai un gatto quanto grande?
Table dei "correlativi"
| Categoria | Interrogativo | Demonstrativo | Indefinido | Coletivo | Negativo |
|---|---|---|---|---|---|
| ting | vat ting | da ting | som ting | evri ting | no ting |
| Cosa | cosa | quella cosa | qualcosa | ogni cosa | niente |
| von | hu; vat von | da von | som von | evri von | no von |
| Unità | quale | quello | qualcuno | ognuno | nessuno |
| have | hu se | da von se | som von se | evri von se | no von se |
| Possesso | di chi | di quello | di qualcuno | di tutti | di nessuno |
| plas | vat plas | da plas | som plas | evri plas | no plas |
| Luogo | dove | là quel luogo | in qualche posto | dovunque | in nessun posto |
| tem | vat tem | da tem | som tem | evri tem | no tem |
| Tempo | quando | in quel tempo | qualche volta | sempre | mai |
| vei | vat vei | da vei | som vei | evri vei | no vei |
| Modo | in che modo | in quel modo | in qualche modo | in tutti modi | in nessun modo |
| tip | vat tip | da tip | som tip | evri tip | no tip |
| Tipo | che tipo | quel tipo | qualche tipo | orni tipo | nessun tipo |
| monta | vat monta | da monta | som monta | evri monta | no monta |
| Quantità | quanto | quella quantità | una quantità | tutto quanto | per niente |
8. Verbi
I verbi non si flettono in panglo. Elementi come persona, numero, tempo e modo sono indicati da parole separate e non cambiando la forma dei verbi come avviene in italiano e altre lingue.
Persona e numero
La persona e il numero sono indicati dal soggetto. Per esempio il verbo es ('essere') ha la stessa forma per tutte le persone.
mi es frende.
– Io sono un amico.
tu es frende.
– Tu sei un amico.
da es frende.
– Lui/lei è un amico/un'amica.
vi es frende.
– Noi siamo amici.
yu es frende.
– Voi siete amici.
di es frende.
– Loro sono amici.
Anche un sostantivo può fungere da soggetto.
mau es hevan. – Il gatto è un animale.
Ausiliari di tempo e modo
Tempo
La relazione tra un azione, un evento o uno stato e il tempo si indica con dei verbi ausiliari.
did 'passare, attraversare' indica che un'azione è terminata e non è più rilevante per la situazione attuale. Si può pensare a qualcosa do simile al passato remoto in italiano (terminai, mangiai).
mi did don da buk to di.
– Diedi loro il libro. (Forse non lo hanno più o lo hanno restituito.)
mi did vizite Franse.
– Visitai la Francia.
mi did kom to siti.
– Venni in città.
vil 'futuro' indica che l'azione avrà luogo più tardi o in futuro.
da vil es guru.
– Lui sarà un insegnante.
mi no vil gul bir.
– Non berrò birra.
Aspetto
bi 'essere in corso' indica che una situazione sta avvenendo nel presente.
man bi yam ban.
– L'uomo stava o sta mangiando il pane.
man did bi yam ban.
– L'uomo stava mangiando il pane.
man bi yam ban.
– L'uomo sta mangiando il pane.
man vil bi yam ban.
– L'uomo mangerà ancora il pane.
hav 'aver fatto' indica che un'azione è avvenuta nel passato e si sta ancora svolgendo o che è rilevante per la situazione attuale. Si traduce con già o (non) ancora. Si può pensare a qualcosa di simile al passato prossimo italiano (Ho fatto, ho mangiato).
man hav yam ban.
– L'uomo aveva, ha o avrà mangiato il pane.
man did hav yam ban.
– L'uomo aveva mangiato il pane.
man nun hav yam ban.
– L'uomo ha mangiato il pane.
man vil hav yam ban.
– L'uomo avrà mangiato il pane.
Transitività
In generale ci sono tre tipi di verbi.
- I verbi transitivi hanno bisogno di un complemento oggetto, che è l'obiettivo dell'azione.
- I verbi intransitivi non ammettono un complemento oggetto. L'azione è diretta al soggetto.
- I verbi misti possono essere sia transitivi sia intransitivi.
I verbi del panglo sono tipicamente misti, cioè richiedono o meno un complemento oggetto a seconda della struttura della frase. Quando è presente un oggetto, il verbo è transitivo e quando non c'è un oggetto, il verbo si intende intransitivo.
mi bule sui.
– Io faccio bollire dell'acqua. (frase transitiva)
sui bule.
– L'acqua bolle. (frase intransitiva)
baker bake ban.
– Il panettiere cuoce del pane. (frase transitiva)
ban bake a tanur.
– Il pane si cuoce in forno. (frase intransitiva)
La costruzione verbale in serie è una serie di verbi che condividono lo stesso soggetto, il quale precede i verbi. Nelle costruzioni verbali in serie i verbi sono interpretati in modo che il primo verbo (un ausiliare) è qualcosa che il soggetto possiede e il secondo verbo è qualcosa che il soggetto fa (quando è presente un complemento oggetto) o che esperisce (se non è presente alcun complemento oggetto).
mi kan kitab da javab.
≈ Ho la capacità di scrivere la risposta.
– So scrivere la risposta.
mi halal kitab da javab.
≈ Ho il permesso di scrivere la risposta.
– Posso scrivere la risposta.
mi mus kitab da javab.
≈ Ho l'obbligo di scrivere la risposta.
– Devo scrivere la risposta.
Nota che gli stessi verbi ausiliari possono essere usati da soli come verbi transitivi nella costruzione fondamentale.
guru halal mi kitab da javab.
– L'insegnante mi permette di scrivere la risposta.
guru mus mi kitab da javab.
– L'insegnante mi obbliga a scrivere la risposta.
Preposizioni
In panglo le preposizioni sono parole che funzionano quasi come i verbi. Hanno sempre bisogno di un oggetto.
to
La preposizione to indica una destinazione, un obiettivo o uno scopo, 'a, verso, per'.
di marche to bazar.
– Loro camminano verso il mercato.
mi van don da buk to tu.
– Voglio dare questo libro a te.
of
La preposizione of indica separazione o allontanamento, 'via, via da, da'.
di kom of Brazil. – Loro vengono dal Brasile.
ex
La preposizione ex indica posizione esterna, 'fuori da, all'esterno'.
demi ya protesta ex la burgi. – La gente protesta fuori dal castello.
in
La preposizione in indica posizione interna, 'dentro a, in, all'interno'.
zulmivan ya sir in da burgi. – Il tiranno si nasconde nel castello.
kon
La preposizione kon indica unione, 'con, in compagnia di'.
da loge kon la shefe. – Lui/lei parla con il capo.
pos
La preposizione pos indica posizione posteriore nel tempo o nello spazio, 'dopo'.
di lai pos mi. – Loro vengono dopo di me.
pre
La preposizione pre indica posizione anteriore nel tempo e nello spazio, 'prima, davanti a'.
damen lai pre mi. – Loro vengono prima di me.
pro
La preposizione pro indica intenzione, causa o motivazione, 'per, a causa di'.
mi kurse pro salta. – Faccio jogging per la salute.
re
La preposizione re indica movimento di ritorno, 'indietro'.
da don da buk re mi. – Lui mi ha dato il libro indietro.
tra
La preposizione tra indica attraversamento, 'per, attraverso'.
vi hav kurse tra siti. - Ho fatto jogging per la città.
via
La preposizione via indica strada, via o percorso, 'via, per'.
vi kom to Berlin via Praha. – Arriviamo a Berlino via Praga.
vise
La preposizione vise indica sostituzione, 'invece di, al posto di, per'.
da loga vise mi. – Lui parla al mio posto.